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Dialogo interculturale e religioso e Link
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Volontariato e sviluppo Dal 1999 l’Associazione di solidarietà internazionale, apolitica e aconfessionale, Medici Volontari Italiani Onlus opera capillarmente nel territorio a favore degli emarginati Gli ultimi sono i primi di Nadia Mazzon "…Assistere tutte le vittime delle catastrofi naturali, ecologiche o politiche nel mio Paese e al di là delle frontiere, rifiutando ogni forma di discriminazione tra gli individui, i gruppi etnici o religiosi…” questo è ciò che recita la Carta Europea dell’Azione Umanitaria, sottoscritta nel 1990 a Cracovia da centinaia di associazioni. Su questi principi si fonda l’opera di Medici Volontari Italiani Onlus, associazione di solidarietà internazionale, nata nel 1999, apolitica e aconfessionale. L’obiettivo di MVI è quello offrire cure mediche, impegno, competenza e solidarietà a tutte quelle persone a cui il diritto all’assistenza sanitaria è negato. Dalla sede di Milano vengono coordinate tutte le attività di MVI, in Italia e all’estero. Grazie al contributo di soci e donatori, molteplici sono le attività realizzate da MVI e molte altre sono in corso di ultimazione. Una loro Unità Mobile di Soccorso staziona nel piazzale antistante alla Stazione Centrale a Milano nei giorni feriali; una seconda U.M opera in collaborazione con l’Associazione “il pane quotidiano” nell’area sud di Milano. MVI presta le prime cure nei Centri D’Accoglienza dei rifugiati politici, e partecipa annualmente a “Operazione freddo” organizzata dal Comune di Milano per dare assistenza ai senza tetto ospitati nel periodo invernale nei centri d’accoglienza; da cinque anni opera nel campo nomadi di Via Triboniano a Milano, uno dei campi più grandi e problematici d’Italia. Oltre oceano invece MVI ha realizzato un servizio di oculistica e un ambulatorio di ottica con attività operatoria in Madagascar, mentre in Romania ha avviato un centro diurno per bambini. In Ruanda è in fase di ultimazione un centro di Salute per l’assistenza materno- infantile. Al dottor Faustino Boioli presidente di MVI poniamo qualche domanda. Che cosa vi ha unito in questa associazione? La constatazione che anche in Italia sono moltissime le persone escluse dalle cure sanitarie: i cosiddetti soggetti “marginali”, non solo immigrati clandestini, ma anche italiani, cui è negato l’accesso all’assistenza pubblica. Basti pensare agli alcolisti, ai mariti separati che devono lasciare la casa e perdono il lavoro. Non avendo un alloggio regolare, per motivi economici, non hanno diritto all’assegnazione del medico di famiglia, senza il quale non è possibile ottenere le prestazioni sanitarie, come radiografie, esami di laboratorio, visite specialistiche. Qualcuno vi paragona a Medici Senza Frontiere, dov’è la differenza? A parte le dimensioni, la nostra caratteristica è quella di essere una associazione senza significativa componente burocratica: i membri possono partecipare attivamente all’elaborazione dei progetti, che non sono gestiti dall'alto; inoltre la nostra attività non si svolge in ambulatori tradizionali, ma facciamo “medicina di strada”; andiamo dai disadattati perché difficilmente questi si recherebbero in un ambulatorio medico. E’ un lavoro difficile, logorante che ci gratifica molto. In questo momento, in cui vi è la tendenza a emarginare i “nuovi cittadini”, quanto è difficile per voi andare controcorrente? Siamo sulla strada e nei campi rom da dieci anni, e i nostri operatori non hanno mai ricevuto atti ostili da parte dei nostri "assistiti"; noi facciamo i medici: non giudichiamo, ma curiamo chi si rivolge a noi; questo è il nostro dovere. Spesso i giudizi su queste persone sono in realtà dei pregiudizi. Qual è l’appello che vuole lanciare ai lettori? Una città e una comunità sono sane quando sono sane tutte le loro componenti: è interesse di tutti che non ci siano sacche di degrado igienico e sanitario nei nostri quartieri; queste persone definite “invisibili” esistono, sono tra noi e dobbiamo aiutarli anche nell'interesse di tutti i “normali”. E la raccolta fondi per rendere sostenibili le vostre attività? La raccolta fondi è un tasto dolente... Confesso che noi medici non siamo abili a valorizzare il nostro lavoro, anche se ci arrangiamo, in particolare con donazioni di farmaci; per il resto conteniamo i costi grazie ai volontari, che spesso rinunciano anche ai rimborsi delle spese sostenute. Certo ci sarebbe utile un professionista che ci desse una mano. Siete alla ricerca di volontari? Spesso ci contattano medici e non, chiedendoci di fare una esperienza nei paesi del terzo mondo, per generosità, e attratti dall'esotismo di quei paesi; si dimenticano però che un pezzetto di quel terzo mondo si è trasferito qui da noi: basta recarsi nelle periferie delle nostre città, o nei campi rom, per fare “esperienze” inaspettate. Vorrei aggiungere che MVI ha bisogno non solo di medici, ma anche di operatori qualificati quali infermieri, autisti, esperti in statistiche amministrative; l’ottimo funzionamento di un ospedale, infatti, non deriva solo dai medici, ma da un buon lavoro di squadra. Per l’impegno civile, la Città di Milano nel 2004 ha conferito a MVI “’l’Ambrogino D’Oro”, a conferma che “I diritti dei deboli sono diritti forti”.
Per saperne di più... www.medicivolontariitaliani.org Via Bambaia, 10 20131 Milano Tel. 02-28970226 Per sostenere Medici Volontari Italiani Onlus: Banca Popolare di Milano iban: IT 09 G 05584 01609000000030580 Banca Regionale Europea iban: IT 67 H 07601 01600000013817234 c/c postale: 13817234 intestato a: Medici Volontari Italiani Onlus. Per destinare il vostro 5 per mille indicate il cod. fisc. 97232580155.
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