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Scienza e Salute

Recenti studi evidenziano le benefiche proprietà e l’effetto terapeutico del seme di cacao, se assunto in limitate quantità, in passato ingiustamente osteggiato e sottovalutato

Cioccolata, croce e delizia

di  Mimma Esposito Dugo

La parola cioccolata pronunciata o solo pensata ci fa sentire in colpa ma ci lascia anche, con il potere dell’immaginazione, un po’ del suo sapore in bocca. Ci rimanda a certi dolci ricordi dell’infanzia, quando il riscaldamento non c’era in tutte le case e si affrontavano i rigori invernali con metodi un po’ diversi: il braciere o la stufetta e una buona tazza di cioccolata che ci riscaldava lo stomaco e le mani. Il tutto aveva un sapore di festa e di trasgressione ma ci teneva anche di buon umore. Oggi alcuni scienziati ci dicono che l’effetto positivo sull’umore non è legato solo a un appagamento fisico ma è dato dall’alto contenuto di magnesio contenuto nel seme della “Theobroma cacao” e alla liberazione di endorfine che segue al consumo di questo. Fu già una pianta classificata da Linneo. Il nome si fa risalire agli Olmechi intorno al 1000a.c. Presso i Maya veniva chiamato Kakaw Uhanal, appunto “Cibo degli Dei” e la sua assunzione era riservata solo alle classi elette (re, aristocratici e guerrieri). Con la conquista spagnola del sec.XVI il cacao arriva in Europa e non viene più consumato amaro, ma dolcificato con miele. Un’altra leggenda fa derivare la parola dal Dio Azteco Quetzalcoatl, che donò ai mortali il seme del cacao per ricavarne una bevanda energetica e afrodisiaca. In seguito i Maya hanno associato la produzione e il consumo del cioccolato al culto della dea della Fertilità. Il cacao veniva consumato dai sacerdoti durante i riti religiosi spesso mescolato al sangue degli stessi. Nelle Americhe il cioccolato veniva assunto mescolato con vaniglia, pepe o peperoncino e anche con farina di mais e miele. Il cacao aveva e ha effetto energizzante forse dovuto alla presenza di Teobromina nel seme. Bisogna aspettare l’arrivo di Cristoforo Colombo e, in seguito, di Cortèz perché la pianta arrivi alla corte di Spagna, dove non viene valutata eccessivamente. Solamente nel 1600 diventa una bevanda abituale nei salotti spagnoli con l’aggiunta di zucchero. Partendo dalla pasta di cacao se ne ricavano 3 varietà- base: fondente pasta di cacao, burro di cacao, zucchero e vaniglia; al latte pasta di cacao, più latte; bianco burro di cacao, zucchero, vaniglia e latte. Dopo aver fatto una piccola storia della magica tazza, veniamo alle accertate proprietà terapeutiche. Il cacao contiene una serie di sostanze (endorfine, feniletilammina) presenti nel cioccolato fondente al 75%, che hanno una notevole influenza positiva sul tono dell’umore e sul controllo della fame. Molti studi internazionali hanno evidenziato che il cioccolato fa bene al cuore se non è associato al latte il quale cattura le epicatechine, che sono i flavonoidi presenti nel seme di cacao e a cui si deve il notevole potere antiossidante. Ai fumatori a cui vengono somministrati quadratini di cioccolato fondente è stato riscontrato un ritardo nell’indurimento delle arterie (studio pubblicato sulla rivista Heart). Un altro studio tedesco ha dimostrato una diminuzione della pressione massima (sistolica) dei consumatori di quantità limitate di cioccolato fondente: questo esplica la stessa azione del vino rosso per la presenza dei polifenoli. La comunità scientifica internazionale nel decennio 1997-2007 e i cardiologi in particolare in studi pubblicati su due prestigiose riviste mediche (American Journal of Clinical Nutritional e proceedings of the National Academy of Sciences) hanno ribadito le proprietà antiossidanti e antitrombotiche del cioccolato, in particolare la diminuzione della pressione arteriosa è legata alla stimolazione della produzione di ossido nitrico (NO). Anche l’opinione comune che il cioccolato è ipercalorico, va ridimensionata: infatti il cioccolato fondente consumato in lieve quantità corrisponde come calorie a quelle contenute in un vasetto di yogurt di 100g. Potremmo ancora parlare per ore degli studi ancora in corso sugli effetti immunologici, antiallergici, antiinfiammatori e di stimolo-metabolico, ma preferiamo pensare che con poche e semplici parole abbiamo esorcizzato la cattiva fama di questo graditissimo alimento per grandi e piccini.

 

Molti personaggi storici hanno avuto un debole per il cioccolato: > Papa Pio V consentì di consumare la bevanda durante i periodi di digiuno motivandolo con il fatto che è liquida. Maria Antonietta pare che viaggiasse sempre con il suo cioccolato preferito. Casanova lo consumava per gli effetti energetici e afrodisiaci. Mozart lo canta in “Così fan tutte”. Goldoni lo elogia in varie sue commedie. Voltaire pare che ne consumasse molte tazze al giorno per acquistare energia in età avanzata.

 

 
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