Homepage

Editoriale

Vangelo

Teologia

Famiglia

Economia

Scuola

Volontariato e Sviluppo

Libri

Scienza e Salute

Ambiente

Spettacoli

Società e costume

Dialogo interculturale e religioso

Dibattiti

Eventi e Link

Per l'amico Germano

Previsioni del tempo 

 

Per contatti:

tel. 02.89695983

fax 02.75281743

 info@viator.it

 

 

 

Ambiente

 

La dignità del Creato e delle Creature

di Graziella Arazzi*

Ritorniamo a parlare dei Centri di Etica Ambientale (o, più brevemente, “C.E.A”), progetto cui Viator è particolarmente interessato. Dopo gli interventi proposti (nei numeri 3 e 6 dello scorso anno) dal nostro collaboratore Marco Di Marco, che al Progetto “C.E.A.” dedica una parte non secondaria del proprio impegno, ospitiamo ora l’intervista di Graziella Arazzi a Luciano Valle, che dei C.E.A. è l’ideatore. Nei prossimi numeri proseguirà su Viator il lavoro di documentazione su quello che, senz’altro, è uno tra i percorsi di riflessione e di pratica culturale “verde” più originali nel nostro Paese e a livello internazionale. Professor Valle, leggendo i suoi libri e i suoi articoli vediamo emergere un profilo poliedrico e, direi, quasi neorinascimentale, in cui si incontrano e si fondono molteplici percorsi. Di sapienzialità religiosa - cristiano-cattolica, certamente, ma con forti aperture alle altre confessioni cristiane (penso a Moltmann nel campo della Riforma o a Bulgakov, Florenskij e Clement in quello dell’Ortodossia), all’Oriente (nella linea taoismo-buddhismo zen, ma con un fondamentale riferimento a Gandhi per il rispetto per gli animali) - di filosofia (soprattutto nella linea “eco-sofica”), di epistemologia, di storia della scienza, di psicologia, di pedagogia (con l’attenzione alla prassi, all’incarnazione del logos, della ratio, dell’ethos, della cultura nella realtà sociale e politica). Vorremmo qui con lei ricostruire a grandi linee la storia e la forma del suo profilo intellettuale. La ringrazio per la pazienza e la gentilezza con cui si è accostata ai miei percorsi culturali più teorico-generali. Vorrei solo essere più preciso per quanto riguarda il profilo intellettuale e le attività che sto seguendo in questa fase. Come filosofo ho pubblicato una ventina di testi, da solo o in collaborazione con altri. In questo momento sto ultimando - l’uscita è prevista per il prossimo autunno, presso Ibis Edizioni - il mio testo più impegnativo, dal titolo “L’Ecosofia - Percorsi storico-epistemici tra Cristianesimo, Oriente, G. Bateson e A. Einstein”. Tra tutti i titoli pubblicati tre appaiono fondamentali del mio particolare percorso di ricerca: “Tra linguaggi e mistico” (Borla, 1985), “Verso una nuova ecologia della mente: taoismo e buddhismo zen” (Borla, 1986), “Ecologia come saggezza – Manuale di formazione per Guardie Ecologiche Volontarie” (Regione Lombardia, 1994). Attualmente, oltre a insegnare Etica (Deontologia) presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia, seguo come direttore il Centro “Ri-Abitare la Terra e la Città” di Travacò Siccomario, sempre nei pressi di Pavia. Sono segretario dell’Associazione “Etica, Sviluppo, Ambiente - Adriano Olivetti”. Inoltre, dopo aver prestato consulenza nel Progetto per la costituzione del “C.E.A.” di Parma, ho coordinato la fase di costituzione del “C.E.A.” di Bergamo, di cui sono attualmente consulente scientifico. Sono parimenti coordinatore dei progetti per i “C.E.A.” di Vigevano e Lecco. Sul piano editoriale, infine, dirigo due collane: “La Foresta, la Bellezza, la Città” di Ibis Edizioni e “La nuova era” del Gruppo Editoriale Viator”. Parliamo ora dei Centri di Etica Ambientale (o, più brevemente, “C.E.A.”). Quando e da dove è nata la prima idea di questo progetto? L’idea dei “C.E.A.” prende forma alla fine degli anni ’80, a compimento di un percorso che, iniziato un decennio prima, comprendeva: - il libro, scritto nel 1978, su Gramsci e il primato della riforma morale e intellettuale; - l’abbandono, l’anno seguente, del cattolicesimo sociale e del dialogo cristianesimo-marxismo, in seguito alla scoperta dell’Oriente, alla rivalutazione della contemplazione nel cristianesimo, all’apertura alla sofianicità della creazione/natura (ovvero: il passaggio ad una teologia, antropologia, etica “ecologiche”); - la docenza, a metà degli anni ’80, all’IRI (nel Comitato Scientifico-Epistemologico di ANCIFAP, Società di Formazione del Gruppo) e il progetto, rimasto sulla carta, che mirava a tradurre ed attualizzare la “stazione sociale” di rooseveltiana memoria in “stazione ecologica per l’agricoltura”; - la fondazione, nel 1985, dell’Università Verde del Tortonese; - la fondazione, nel 1988, dell’INAB (Istituto Nazionale di Agricoltura Biologica), progetto condiviso con Agrisalus (Gianni Cavinato), “Il Giornale della Natura” (Federico Ceratti) e Lega Ambiente; - sempre nel 1988, la fondazione e la direzione, in provincia di Alessandria, del Centro di Solidarietà “A. Olivetti”; - nello stesso periodo, la fondazione e la direzione, ad Alessandria, dell’Associazione “Ecopolis” per lo sviluppo ecocompatibile del territorio; - alla fine degli anni ’80, il ruolo di consulente di Piervito Antoniazzi, Assessore alla Sanità del Comune di Milano e primo assessore “verde” in Italia, e con lui la fondazione, a Milano, dell’Associazione “Comunità ed Ambiente”; - la fondazione, nel 1989, dell’Istituto di Epistemologia ed Etica ecologiche “G. Bateson”, e la sua direzione lungo tutti gli anni ’90; - la fondazione e la direzione, a Firenze (prima metà anni ’90), dell’Istituto di Epistemologia complessa “Kosmos-Ethos”. All’interno di questo denso e fecondo processo di idee, movimenti, realizzazioni, la lezione di Gramsci, di Roosevelt, di don Milani mi sollecitava a continuare l’esperienza di pedagogia popolare (scuole serali, doposcuola, circoli culturali) che, già realizzata tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70, doveva ora essere tradotta nel nuovo contesto epistemico. Un contesto che ripensa la “modernità” e vuole coniugarne le conquiste (libertà, democrazia, scienza, tecnica) alla luce del primato di una nuova etica, attenta alla dignità del creato e delle creature, secondo la lezione di Einstein, di Suzuki e dello Zen, di Giovanni Paolo II (Al Gore nel 1992 definì questo programma come “nuovo ambientalismo dello spirito”). Un contesto, poi, che ripensa lo statuto della cultura e dei percorsi culturali realizzando, per la prima volta nel nostro paese, quell’unità tra intellettuali e mondo dei “semplici” che quasi sempre è stata trascurata. Gli incontri avuti nei primi anni ’90 - assieme a Luisa Saba, di ANCIFAP/IRI - con Pierre Carniti (Segretario CISL), Giancarlo Lombardi (Vice Presidente Confindustria, poi Ministro P.I., e inoltre Presidente Onorario dell’Associazione dei “Boys Scout”) e Nerio Nesi (Presidente BNL e poi Ministro dell’Industria) erano impostati sulla necessità di una struttura nazionale, il “C.E.A.” per l’appunto, che si ramificasse in tutte le province italiane per accompagnare il Paese a questa nuova, inedita, immensa riforma morale e culturale, verso un nuovo umanesimo planetario. Prima dei Progetti di “C.E.A.” in atto di ideazione e realizzazione, come si era esplicata la sua attività intellettuale in campo ambientale? Intanto, negli anni ’90, dall’interno dell’Istituto “G. Bateson” con svariati percorsi e molteplici iniziative. Nello stesso periodo – su invito di due geniali figure di dirigenti, Mario Di Fidio e Franco Grassi – diventavo formatore in Etica ambientale per il Settore “Parchi e Riserve” della Regione Lombardia. Attività che mi ha permesso di incontrare e formare migliaia di persone (funzionari, guardie ecologiche). In Lombardia ho ideato e realizzato corsi, convegni e conferenze, con Regione, Province, Comuni, Parchi, Scuole, Diocesi e Università. In seguito, dalla metà degli anni ’90, in collaborazione col Comune di Morimondo e col suo Sindaco Maurizio Spelta, mi sono impegnato a progettare e realizzare il “C.E.A.” della Regione Lombardia, con il sostegno determinante del già citato Franco Grassi (e l’entrata, da ultimo, ma in posizione attendista, del Parco del Ticino). Il primo “Centro” del genere in Italia e credo anche in Europa. Durata: solo il primo triennio, 2002-2005. Poi tutto rimase bloccato. Ma non ci sono speranze che il “C.E.A.” regionale possa ripartire? Vedremo con il nuovo gruppo dirigente del Parco. Dovremmo essere prossimi al rinnovo. E quale il nesso tra il “C.E.A.” regionale e i “C.E.A.” provinciali? E’ merito della Diocesi di Bergamo e di don Francesco Poli, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale, l’avermi sollecitato a rilanciare il Progetto in chiave provinciale. L’iter si è concluso con la costituzione del “C.E.A.” di Bergamo, il primo in Italia, di cui fanno parte Diocesi, Comune, Provincia. Sono previste convenzioni con Università e Regione. Che impostazione, allora, viene ad avere un “C.E.A.”? Su ispirazione di un soggetto promotore (a Bergamo e Vigevano le Diocesi, a Lecco la Cooperativa “Progetto Scout”) si individua un nucleo tematico condiviso, un nucleo di valori comuni, che, con Aristotele, tornino a mettere a fondamento una piattaforma di “bene comune”. Ovvero, in questo caso, di responsabilità e di rispetto per il Pianeta, la sua vita, le sue creature. Sulla piattaforma comune elaborata e presentata si invitano a partecipare e aderire tutte le realtà associative e istituzionali della Provincia. Scopi e finalità di un’azione così sistemica e differenziata? Accompagnare la trasformazione complessa che sta avvenendo da oltre quarant’anni nel campo dell’economia e dei circuiti sociali. La nostra epoca, definibile come era dell’ecologia (basti ricordare l’opera di Rachel Carson, Primavera silenziosa, del 1962), ha messo in primo piano il problema del rispetto e della cura della natura e la necessità di dare vita a efficaci politiche di sostenibilità ambientale. Quale strada percorrere per raggiungere la meta? Coniugare, per il nostro Paese, la nuova cultura ecosofica con le strategie culturali già cavouriane, giobertiane e gramsciane, intenzionate a fondere processo economico e cultura dell’ethos. Sulla scia dei tentativi intrapresi nell’arco del secolo breve da uomini come Adriano Olivetti, Raffaele Mattioli, Felice Balbo, dobbiamo predisporre una nuova enciclopedia dei saperi, in cui la tecnica non sia nemica di cultura e spiritualità, anzi sostenga il nuovo umanesimo. Un lavoro enorme, che richiede un gruppo di collaboratori su cui contare…. Certamente. Nella nostra impostazione, centrale è il “cum”, la collaborazione “con”. Cioè: la comunità di vita, di ricerca ideale ed etica. Nomi? Intanto, Marco Di Marco. Di formazione fisico e di professione informatico, amico fraterno da più di quarant’anni, durante i quali abbiamo affrontato prima la fase del cattolicesimo del dissenso in dialogo col marxismo, poi quella del cattolicesimo in dialogo con l’Oriente, per approdare, infine, a quel percorso di ecosofia che seguiamo ormai da trent’anni. Amico fraterno e collaboratore preziosissimo, indispensabile. Poi Ermanno Bonazzi, Sindaco di Travacò Siccomario e Presidente del Centro “Ri-Abitare la Terra”, Daniele Gallo, direttore di Viator, Luigi Chiesa, collaboratore della stessa testata, Graziella Arazzi, che mi sta intervistando, Graziella Zelaschi, dirigente scolastica, Cristina Bolla, giornalista, Paolo Veronesi, editore, Gabriele Corti, pioniere della nuova agricoltura. E poi gli amici della Diocesi di Bergamo: don Francesco Poli ed Ettore Gasparini, rispettivamente Presidente e direttore del “C.E.A.”, con i collaboratori Andrea Gaiti e Renato Romano. E, ancora, l’amico Don Mauro Bertoglio, della Diocesi di Vigevano, e gli amici della Cooperativa “Progetto Scout” di Lecco: Giorgio Buizza, Stefano Citterio ed Enrico Sacchi. Nel futuro che cosa intravvede? A partire da questi primi nuclei, impegnati su temi di grande respiro, si dovrà arrivare senz’altro a una struttura centralizzata dei “C.E.A.”, per organizzare con maggiore efficacia un lavoro che si dispiegherà a livello nazionale. Ci dovrà essere una direzione che, supportata da un Comitato Scientifico di assoluto prestigio, si ponga come istanza di elaborazione strategica, coordinamento e armonizzazione progettuale tra le esperienze di “C.E.A.” che, ne sono fiducioso, si concretizzeranno nelle diverse situazioni locali.

*Ricercatrice nel nucleo territoriale della Liguria dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’Autonomia Scolastica. Membro dell’Istituto Italiano di Bioetica.

 

 
Copyright © 2010 Gruppo Editoriale Viator srl. Tutti i diritti riservati. Ultimo aggiornamento: gennaio 2010

Ogni componente di questo sito (testo, fotografie, video, grafica e software) è soggetto alle leggi vigenti sul copyright. I contenuti del sito non possono essere rivenduti, ridistribuiti o riprodotti a scopo commerciale, in qualunque formato, senza l'autorizzazione scritta del Gruppo Editoriale Viator srl. La riproduzione implica l'obbligo di citarne l'autore e di inserire la nota "Mensile Viator - Milano" nelle adiacenze alla riproduzione, qualora si tratti di opere stampate.